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Borgo di Gradara
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Gradara è una bellissima città, definita la Capitale del Medioevo, il suo borgo infatti fu scenario di travagliati amori, guerre e alleanze tra potenti famiglie e dinastie, fu invaso e distrutto da abili e cruenti condottieri assetati di potere, fu ricostruito e nuovamente distrutto e fu assoggettato alla giurisdizione di diversi papi.
Il primo insediamento risale addirittura all'epoca romana, ma fu solo nel 1140 che il nome "Cretaria" (così Gradara era anticamente chiamata) comparve nei documenti ufficiali della storia.

Nel 1150 la Dinastia De Griffo rese indipendente un appezzamento di terra, appartenente al comune di Pesaro, chiamato "Castrum credarie" e vi costruì l'antica torre medievale chiamata il Mastio.

Dopo la famiglia dei De Griffo, Gradara passò sotto il dominio della Chiesa Ravennate e successivamente sotto quello della Santa Sede che nel 1283 concesse alla Signoria dei Malatesta di costruirvi la Rocca, i cui lavori terminarono nel 1324.

La Roccaforte si trova a 142 m. sul livello del mare, a cavallo tra Marche e Romagna, in una posizione eccezionalmente strategica, la quale fu determinante nelle passate battaglie.
La Rocca, attorniata 700 m. di mura difensive con 3 ponti levatoi e ben 17 torri merlate, era infatti una fortezza inespugnabile, grazie alla quale i Malatesta riuscirono a mantenere a lungo il dominio su Gradara, nonostante i continui e numerosi assedi nemici tra cui quello da parte della Famiglia dei Montefeltro, cominciato nel 1439 e conclusosi nel 1463.

Nel 1446 cominciò l'assedio da parte di Francesco e Alessandro Sforza, i due fratelli cercarono così di impossessarsi dei castelli di proprietà di Sigismondo Pandolfo Malatesta, ma dopo soli 40 giorni, furono costretti a ritirarsi.

Vista della rocca Malatestiana a Gradara
Rocca Malatestiana Gradara
Interni Castello di Gradara
Dipinti Rocca Gradara

Nel 1461 Papa Pio XI scomunicò Sigismondo Malatesta, liberò tutti i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà e Gradara divenne giurisdizione della Santa Sede. Nel 1463 la città passò in mano a Federico di Montefeltro.
Nel 1464 Pio II cedette Gradara ad Alessandro Sforza, signore di Pesaro, mentre la famiglia Malatesta fece di tutto per riappropiarsi del castello, ma invano.

Camera da letto Castello Gradara
Altorilievi Rocca Gradara
Camera Rocca Gradara
Nel 1494 arrivò a Gradara la quattordicenne Lucrezia Borgia, come seconda moglie di Giovanni Sforza. La giovane è da sempre descritta nei testi di storia, come una femmina crudele che avvelenava i propri mariti, in realtà era una ragazzina in balia della volontà del padre il terribile Papa, Alessandro VI Borgia. Egli le faceva cambiar marito per assecondare i suoi intrighi di potere e chi non acconsentiva ad essere lasciato veniva avvelenato.
Giovanni Sforza si salvò perchè acconsentì a dichiararsi (anche se non vero) impotente.

Nel 1513, morto l'ultimo erede degli Sforza, Papa Giulio II Della Rovere nomina Signore di Gradara il nipote Francesco Maria I Della Rovere, già Duca di Urbino.
Gradara resta nelle mani della Signoria dei Della Rovere fino al 1631, quando tutto il ducato di Urbino passerà alla Santa Sede.

Dopo i Della Rovere Gradara passò nuovamente nelle mani del Papato che di volta che nel corso degli anni la fece governare da diverse famiglie, nella prima metà del 1800 divenne proprietà comunale e nel 1920 fu acquistata dall'Ingenier Umberto Zanvettori di Belluno che, insieme ad architetti suoi collaboratori, la restaurò fino a portarla agli antichi splendori del periodo sforzesco.

Parlando di Gradara ci si collega subito alla storia d'amore, finita tragicamente, di Paolo e Francesca (la cui vicenda è raccontata anche da Dante nella Divina Commedia).
Il ravennate Guido da Polenta aveva una bella e giovane figlia di nome Francesca, che per vantaggi politici ed economici aveva promesso in sposa al potente Giovanni Malatesta detto Giangiotto.
Per paura che la figlia non accettasse il matrimonio, decise di farla sposare, con l'inganno, per procura con il fratello di Giovanni, Paolo più giovane e di notevole fascino, facendo credere a lei che quello fosse il suo sposo.
Così Francesca si innamnorò di Paolo appena lo vide e solo dopo il matrimonio apprese che il suo vero marito era Giangiotto, noto anche per la sua bruttezza.
Nessuno, naturalmente, pensava che Paolo, detto il Bello, si innamorasse di Francesca. Egli cercò di allontanarsi da lei accettando un incarico come capitano in un altra città, ma al suo ritorno i sentimenti non erano cambiati. Giangiotto spesso era lontano dalla famiglia e fuori città e così le visite di Paolo a Francesca diventarono sempre più frequenti, fino a che un giorno i due si baciarono.

Dipinto di Paolo e Francesca
Dipinto di Paolo e Francesca

La sorte volle che furono sorpresi da Giangiotto che li uccise entrambi con la propria spada.

Interno Museo Storico Gradara
Interno Museo Storico Gradara
Grotte e cunicoli IV/V secolo d.C.

Oltre al castello, è interessante da visitare a Gradara, è il Museo Storico, istituito nel 1986, proprio ai piedi della Rocca Malatestiana.
Il museo raccoglie un'infinità di armi e strumenti di tortura di epoca medioevale e anche attrezzature agricole della civiltà contadina, ricostruzioni di momenti di vita quotidiana, popolare e dei regnanti, le famose cinture di castità maschili e femminili e gli orologi solari per la misurazione del tempo nel Medioevo. .

Uno dei misteri più affascinanti di Gradara sono le grotte sotterranee, costruite da popolazioni ignote e non si sa per quale ragione...é possibile visitare le grotte proprio all'interno del museo.

Sempre all'interno del museo troviamo bellissime ricostruzioni in scala dell'interno della rocca e precisamente: Sala della tortura - Camera di Paolo e Francesca - Sala delle armi - Antichi castelli nei dintorni di Gradara oggi scomparsi - Ambienti e scene di vita del mondo contadino.

Visitando questa affascinante e fiabesca città è d'obbilgo percorrere i cosidetti "Camminamenti di ronda" ovvero il tratto di cinta muraria del XIV sec. che circonda il borgo, da cui è possibile godere di una vista panoramica stupenda a dir poco.


Tra gli gli altri edifici da visitare vi sono la Chiesa di San Giovanni (XIV sec.) che ospita un magnifico crocefisso del XV sec. e il Giardino degli Ulivi di via Capppuccini dove crescono olivi secolari, di cui ancora non si conosce bene il ceppo originario.


Gradara è una città piacevole da visitare e in cui trascorrere qualche giorno, non solo per le numerose e interessanti testimonianze storiche, ma anche per i frequenti e divertenti eventi che vi vengono organizzati:
Spettacoli teatrali, Saggi di danza medioevale e rinascimentale, Cinespettacoli, Concerti di beneficenza, Festival Internazionale di Interpretazione Pianistica, Cene medioevali su prenotazione nei ristoranti del borgo, Appuntamento con la musica contemporanea di giovani band emergenti, Feste folcloristiche e rievocazioni di episodi medioevale.

Tra questi ultimi il più importante e degno di nota è "L' Assedio al Castello" che si svolgerà il 18-19-20 luglio.
L' "Assedio al castello" rievoca il feroce assedio nel 1446, da parte di Francesco Sforza appoggiato da Federico da Montefeltro.
L'esercito si battè con grande valore per resistere algli assalti al castello e dopo 43 Sforza dovette ritirarsi.

Ricostruzione Assedio al Castello
Ricostruzione Assedio al Castello
Ricostruzione Accampamento medioevale
Ricostruzione battaglia assedio castello

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Fuochi d'artificio al Castello       Feste e sagre a Gradara